Maltempo. Il Po sale di 4 metri, ore di paura
Allerta per il livello dell’acqua del fiume. Si contano i danni. A Belgioioso una cascina è stata allagata. I fossi del Pavese hanno provocato diversi disagi soprattutto a San Zenone e a Spessa. Problemi nelle scuole di Pavia, il Foscolo e il Cossa, per le infiltrazioni. A Voghera traffico in tilt
SAN ZENONE. Maltempo. Primo esame agli argini dopo le promesse e i lavori estivi. La Protezione civile provinciale sintetizza così l’emergenza-pioggia vissuta nel week end dei Santi: «Il Po si è fermato ad un alito dal peggio». Fronte del Po (capriccioso come un torrente) e fronte dei fossi. Il Pavese ieri era come la Lomellina appena dopo la semina del riso: campi allagati, ovunque.
Il Po. Non fidarti mai: dicono quelli che lo conoscono. E hanno ragione. Sabato scorso alle 22,30, mentre stava finendo Milan-Juve, all’idrometro della Becca la corrente del grande fiume, placida, viaggiava 2,24 metri sotto lo zero idrometrico. Regime «estivo». Ieri sera, 72 ore dopo, poco prima che finisse Tottenham-Inter, sempre alla Becca il Po stava già sfiorando il livello di guardia, fissato a 4,50 metri sopra lo zero idrometrico. Una crescita costante. A tratti impetuosa (domenica è passato a meno 76 centimetri del mattino per arrivare a 2,15 delle 21). Due metri e mezzo in 14 ore. Poi ha rallentato. Alle 5 del mattino di ieri erano 3 i metri sopra lo zero. A mezzogiorno erano 3,36. Alle 17, 3,43. In serata ha continuato a salire. Dopo le 18 si è attestato. La previsione è per un superamento del livello di guardia a Casalmaggiore nel cremonese. Un bollettino Aipo (l’Agenzia interregionale del Po) spiegava come «nelle golene aperte saranno possibili allagamenti e problematiche locali a strutture direttamente a contatto del fiume». Allagamenti, ma non esondazione. Alla Becca ieri a mezzogiorno carabinieri e polizia locale seguivano le prime mosse della corrente oltre la prima sponda. Altra situazione monitorata quella di San Zenone e Spessa. Qui la prima linea è il centro ricreativo e culturale gestito dalla Pro loco. Nel piccolo bar alcuni avventori. Il fiume è lì fuori, sfiora il bordo della strada sotto le arcate del ponte. Ma si resta all’asciutto. «Sta calando – dicono i presenti – per questa volta non si va sotto». A San Zenone l’ingresso del paese attorno al cimitero è ad effetto acqua alta a Venezia. I fossi sono «esplosi», l’acqua tracima. «Per fortuna non è tempo di raccolti – osserva Massimiliano Milani, responsabile della Protezione civile provinciale – in questo modo i terreni stanno svolgendo una funzione di camera di compensazione delle piene». In centro paese l’Olona è alto, ma non minaccioso. E’ comunque uscito dalle parti del cimitero e nel punto in cui confluisce nel Po. Escluso al momento il verificarsi dei pericolosi fontanazzi, ovvero punti in cui il fiume riesce a scavarsi un passaggio sotto gli argini. Da Spessa a Pieve Porto Morone situazione sotto controllo. A Pieve hanno tolto appena in tempo i detriti che premevano contro le arcate del ponte.
Fonte: Provincia Pavese

